Benessere animale

Il rispetto per gli animali, in ogni fase


Amadori promuove un approccio al benessere animale che vada oltre la normativa vigente, cogliendo stimoli e opportunità per far evolvere standard e regolamentazioni, anche in sinergia con le associazioni di categoria.

Elemento fondamentale per garantire elevati livelli di sicurezza alimentare e qualità del prodotto è l’attenzione nei confronti del benessere dell’animale. Un impegno perseguito attraverso il rigoroso rispetto di tutte le normative vigenti sul tema a livello nazionale e comunitario, che garantiscono adeguate condizioni di vita in tutte le fasi della filiera Amadori: dalla protezione degli animali negli allevamenti (Decreto Lgs. 146/2001 e 181/2010), al benessere durante il trasporto (Regolamento CE 1/2005) alla protezione durante l’abbattimento (Regolamento CE 1099/2009).

Formazione e innovazione per la tutela del benessere

Per promuovere le migliori pratiche di allevamento e garantire un prodotto sicuro e sano, il Gruppo investe continuamente nel rinnovamento delle strutture e nella formazione degli allevatori e del personale tecnico a supporto.
In particolare, nel biennio 2018-2019 sono state erogate circa 1.000 ore di formazione ad allevatori, tecnici e veterinari aziendali, figura istituita dal Ministero della Salute a fine 2017 e punto d’incontro fra le aziende del settore e le istituzioni pubbliche (Asl, Regioni e Ministero della Salute), nell’ambito dei sistemi di epidemio-sorveglianza. L’istituzione della figura specifica del veterinario rientra tra le misure promosse dal Ministero per migliorare il benessere animale, che raggiungono massima espressione nel sistema ClassyFarm, esteso nel 2020 anche alla filiera avicola. Il sistema prevede che tutti gli allevamenti siano codificati e controllati sulla base di criteri definiti a livello nazionale quali la gestione degli animali, il loro benessere, la bio-sicurezza e l’utilizzo dei farmaci.
Sotto questo profilo, è da segnalare l’esistenza del Comitato veterinario Amadori, convocato a livello mensile, che vede la partecipazione di tutti i veterinari Amadori in progetti di formazione sulle normative e sulla gestione delle problematiche inerenti alle pratiche di allevamento. Sul piano istituzionale, attraverso la Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani, i veterinari Amadori lavorano per diffondere questo modello anche in altre filiere. L’impegno a garantire un eccellente livello di tutela del benessere animale non è indirizzato solo alla fase di allevamento, ma anche a quelle di trasporto e trasformazione. In particolare, il Gruppo ha adottato diverse misure per ridurre i tempi di trasporto degli animali dagli allevamenti agli stabilimenti – al di sotto delle 12 ore massime previste dalla normativa – e migliorarne la protezione.

Antibiotici: solo il necessario

La zootecnia e, in particolare, l’avicoltura spesso sono indicate come la principale causa dell’elevato consumo di antibiotici. I medici veterinari di filiera del settore avicolo italiano ricorrono all’uso degli antibiotici esclusivamente per curare le malattie conclamate di origine batterica a seguito di una diagnosi specifica e, una volta terminato il trattamento, sospendono l’uso di antibiotici per un tempo stabilito in base a rigidissimi protocolli scientifici affinché l’animale smaltisca completamente il farmaco prima della fase di trasformazione alimentare. Secondo i risultati di uno studio svolto nell’ambito del Piano nazionale per il controllo dell’antibiotico resistenza (Pncar), pubblicato dal Ministero della Salute e promosso dall’associazione avicola italiana Unaitalia, nel 2018 l’utilizzo degli antibiotici negli allevamenti di pollo delle filiere aderenti al Piano (oltre l’80% della produzione nazionale) è diminuito del 48% rispetto al 2017 dell’82% rispetto all’anno di riferimento 2011.

Decremento dell’uso di antibiotici negli allevamenti (Italia)

Per quanto concerne Amadori, grazie al miglioramento degli allevamenti, alla formazione continua degli allevatori e alle numerose attività di monitoraggio e autocontrollo, il Gruppo a fine 2020 ha ridotto del 95% il consumo di antimicrobici nella filiera pollo rispetto al 2011. Tra i più importanti traguardi raggiunti si annovera anche la certificazione del pollo allevato senza uso di antibiotici, requisito rispettato dal 2017 con il prodotto di punta, Il Campese, ed esteso al pollo Qualità 10+ a inizio 2018 e al tacchino Qualità 10+ a febbraio 2019.